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Relevio
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Il mwawrelevio, altrimenti detto mwbamwbqlaudémio, era un tipico tributo mwbgfeudale esistente nel Regno normanno di Sicilia continuando ad esistere nei successivi regni di Napoli e Sicilia fino alla mwbweversione della feudalità, dovuto al Re dal feudatario in due occasioni:
• all'atto della sua prima investitura;
• al momento della successione feudale.
Nel secondo caso, gli mwdaeredi del feudatario potevano conservare il possesso dei mwdqbeni immobili solo dopo aver pagato una somma (detta appunto mwdgrelevio) che in un certo senso rinnovava e perpetuava l'investitura feudale del dante causa.cite-ref-1[1]cite-ref-2[2]
Contents
• Note
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Storia del tributo
Il relevio come tale nasce in epoca mwggnormanna, intorno al mwgwX secolo, ma vanta un illustre precedente: la mwhavicesima hereditatis, introdotta da mwhqOttaviano Augusto con la mwhgLex vicesima hereditatum et legatorum, che colpiva i trasferimenti di ricchezza a favore di persone esterne al nucleo familiare: mwhwliberti, concubine, ecc.
La mwiqratio della mwigLex augustea consisteva nell'intento di "moralizzare" la società: infatti, la quota di mwiwbeni ereditabili da una persona celibe era fissata dalla legge, e qualunque eccedenza veniva incamerata direttamente dal mwjaFiscus, analogamente a quanto avveniva per i lasciti disposti a favore di persona mwjqindigna o di un erede premorto al testatore o che avesse perso i mwjgdiritti civili.
Il relevio normanno aveva una diversa mwkaratio: come si intuisce dalla radice mwkqlatina mwkgre-levo (ossia rilevare, riottenere), i feudi (alla mwkwmorte del titolare) tornavano nelle mani dell'unico proprietario legittimo della terra (il Re), e gli eredi -per riacquistarne il mwlapossesso- dovevano pagare una somma al Re stesso.
Nella prima metà dell'mwlgXI secolo, il relevio è corrisposto solo dai mwlwvalvassori, ma dopo pochi decenni (mwmaXII secolo) è esteso a tutti i feudatari.
Il mwmgtributo è menzionato anche nella mwmwMagna Charta; anche in mwnaInghilterra era stato introdotto dai mwnqNormanni a partire dal mwngsecolo XI.
Alcune fonti documentano l'esistenza del relevio ancora nel mwoaXVIII secolo (mwoqv. documento) e nel mwogXIX secolo (mwownel Comune di Laurito).
Evoluzione del tributo
Nella configurazione originale, il tributo era una mwpgprestazione mwpwconsuetudinaria in natura e consisteva nella dazione di un mwqacavallo (o altro animale da trasporto), ma ben presto si trasforma nella dazione di una somma di denaro di una certa entità.
Nell'mwqgItalia meridionale (mwqwRegno di Napoli), alla fine del mwraXVII secolo, è documentato che dagli introiti del relevio lo mwrqStato abbia incassato circa 30.000 mwrgducati mwrwnapoletani all'anno (circa 1.340.000 eurocite-ref-3[3]).
Dal sistema tributario feudale, il relevio viene mutuato nel mwtqdiritto canonico, ed è presente fra le tasse che la Curia Romana incassava dai mwtgvescovi che assumevano il ministero clericale.
Ildebrando da Soana, divenuto mwuapapa Gregorio VII, nel mwuqSinodo di mwugRoma del mwuw1075, emanò un decreto con cui stabilì che mwva«Nessun ecclesiastico riceva in alcun modo una chiesa dalle mani di un laico ... sotto pena di scomunica per colui che la dà ... e per colui che la riceve». Questo provvedimento drastico conseguì l'effetto sperato, cioè di stroncare il mercimonio diffuso tra i signori mwvqcarolingi e i vescovi di nuova nomina, i cui uffizi erano quasi messi all'asta (al miglior offerente, ossia a chi offriva la somma più elevata a titolo di relievo).
Ulteriore riproduzione del relevio, stavolta nell'ambito dell'mwvwordinamento burocratico statuale, è il pagamento di una cd. "tassa di nomina" da parte degli impiegati, quasi a titolo di cauzione per le funzioni da svolgere.
Struttura del tributo
L'importo del relevio che il nuovo feudatario doveva versare, era pari alla metà delle entrate provenienti dai beni del feudo, diminuito dell'importo dell'mwwgadoa.
Più che ad una imposta di mwxasuccessione, il relevio è assimilabile ad un mwxqcanone corrispettivo di mwxgconcessione di natura feudale, occorrendo non solo il pagamento di una somma all'atto dell'acquisto del mwxwpossesso dei beni, ma anche il mwyaregio assenso.
Procedimento per il pagamento del relevio
Il tributo del relevio prevedeva una successione di fasi:
1) Entro un anno dalla morte del feudatario, il chiamato all'eredità doveva presentare una mwzaPetizione del Relevio alla mwzqRegia Camera della Sommaria, contenente l'offerta di una somma ritenuta congrua. La Regia Camera apriva un'istruttoria per accertare sia il diritto alla successione da parte del richiedente sia il valore ed il mwzgreddito effettivi dei beni feudali (per commisurare l'importo del tributo);
2) il richiedente la successione solitamente era invitato a predisporre ed esibire il fascicolo impropriamente denominato mwaarelevio, contenente documenti, testimonianze e perizie giustificative del possesso e dei redditi da inviare alla Regia Camera.
3) A chiusura della fase istruttoria e dell'esame dei documenti inviati, la Camera provvedeva all'invio della mwag"Significatoria del relevio", cioè alla liquidazione del tributo;
4) l'erede, riconosciuto come nuovo feudatario, veniva iscritto nei mwbaCedolari come legittimo possessore del feudo stesso, non prima di aver depositato la somma del relevio.
La "Significatoria" e i "Cedolari" erano documenti fiscali, ma non sempre erano descrittivi di situazioni reali: spesso, gli eredi (con la complicità dei funzionari della mwbwRegia Camera) occultavano il valore reale del feudo o lo dichiaravano come bene mwca"burgensatico", ossia esente dal relevio perché già assoggettato alla tassa annuale di mwcqbonatenenzacite-ref-4[4].
Note
cite-note-33. ↑ Il rapporto di cambio orientativo ducato/euro è legato alla quotazione dell'oro posto che la moneta aurea da 30 ducati aveva un peso di quasi 38 g e che pertanto un ducato equivaleva pressappoco a g 1,26 oro.
cite-note-44. ↑ Gran parte di questa preziosa documentazione è ancora conservata presso l'mwlqArchivio di Stato di Napoli.
Bibliografia
• Archivio di Stato di Napoli, mwmqSignificatorie dei relevi, vol. 1-I
• Cagnat R., mwmwÉtudes sur les impôts indirects chez les Romaines, mwnaParigi, 1882
• Di Renzo F., mwngLa finanza antica, mwnwNapoli, 1955
Voci correlate
Collegamenti esterni
• mwpwI relevi di Castellafiume, su sezione15.terremarsicane.it. URL consultato il 18 febbraio 2007 (archiviato dall'url originale il 9 marzo 2007).
• mwqqIl relevio del 1642 sull'eredità del principe di Strongoli
• mwqwIl relevio di Bovalino, su sbti.org.
• mwrqIl relevio di Castelvenere, su digilander.libero.it.
• mwrwIl relevio del Regno di Napoli, su comune.melpignano.le.it. URL consultato il 18 febbraio 2007 (archiviato dall'url originale il 28 settembre 2007).
• mwsqL'abolizione del relevio nel 1799, su repubblicanapoletana.it.
• mwswIl relief nella Magna Charta del 1215, su www5.indire.it:8080. URL consultato il 18 febbraio 2007 (archiviato dall'url originale il 24 febbraio 2007).
• mwtqFeudalesimo su Encarta, su it.encarta.msn.com. URL consultato il 18 febbraio 2007 (archiviato dall'url originale il 24 febbraio 2007).
• mwtwConversione Ducati/Onze/euro, su trapaniantica.it. URL consultato il 18 febbraio 2007 (archiviato dall'url originale il 28 settembre 2007).
• mwuqI Carolingi consegnavano ai nuovi vescovi le insegne del loro uffizio, su web.quipo.it.